La cicala e la formica

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© testi tratti dal libro Imparo l’italiano con le Favole di Esopo



La cicala e la formica

È estate, fa caldo e il sole brilla nel cielo.

La cicala è felice e canta spensieratamente tutto il giorno, in un prato verde pieno di fiori.

Mentre prende il sole distesa sull’erba vede passare una formica. Il piccolo insetto trasporta faticosamente sulla schiena un grosso chicco di grano.

La cicala saluta la formica e quella risponde muovendo appena le antenne, per non sprecare le forze.

Il giorno dopo è ancora una bellissima giornata e la cicala canta dalla mattina alla sera. Quando le viene fame mangia un filo d’erba o un piccolo seme trovato per caso.

Anche quel giorno passa la formica con un grosso chicco di grano sulla schiena, ansimando per la stanchezza.

La cicala la saluta e le dice:

– Fermati un momento, cara amica! Perché faticare in una così bella giornata? Vieni a cantare con me!

La formica, senza rallentare, risponde:

– Non posso, gentile Cicala, devo fare provviste per l’inverno.

– Ma l’inverno è ancora lontano! Ci penserai domani, oggi divertiti!

La formica sorride ma continua per la sua strada, con il grosso seme sulla schiena.

Passano i mesi, finisce l’estate e anche l’autunno. La cicala si è divertita tutto il tempo e ha rimandato troppo a lungo la raccolta delle provviste.

Una mattina si sveglia e il prato è coperto di neve: l’inverno è arrivato! Non riesce a trovare neanche un filo d’erba o un piccolo semino da mangiare.

Pensa: “Cosa posso fare adesso? Con questa fame non riesco neanche più a cantare…”

Cammina tristemente per il bosco quando vede una piccola luce. Viene da una casetta di terra ai piedi di un albero.

“È la casa della formica! Posso chiedere aiuto a lei!”

Bussa alla porta e, quando la formica apre, le dice:

– Cara amica, ho fame! Dammi un po’ del tuo grano per resistere fino alla primavera. In agosto te lo restituisco!

– Gentile Cicala, ma cosa hai fatto fino a ieri?

– Ho cantato tutto il tempo…

– Brava. E adesso balla!